Siete ancora in tempo a presentare il reclamo!

Non avete presentato il reclamo che abbiamo proposto nella giornata del 25 settembre 2022?

1) perché avete votato dall'estero per corrispondenza?

2) perché l'avete saputo solo dopo?

Potete farlo via posta. Avete tempo fino al 15 ottobre.

Ne sono stati presentati MIGLIAIA, ma più sono e meglio è.

Il reclamo protesta perché, con la legge elettorale "rosatellum" in vigore,

  •  impedisce di scegliere i propri candidati a causa delle liste bloccate;
  •  impedisce il voto disgiunto, per cui l'elettore non può votare per chi vorrebbe senza votare anche per qualcun altro che magari non vorrebbe per nulla;
  •  privilegia alcune minoranze linguistiche discriminandone altre;
  •  discrimina i territori rendendo diseguale l’effetto del voto, il voto espresso in Calabria vale quasi la metà del voto espresso in Trentino-Alto Adige.

Più dettagli qui: 

https://coordinamentoperlarappresentanza.blogspot.com/2022/09/il-25-settembre-tutti-e-tutte-al-seggio.html

COME FARE

   a. Stampate DUE copie del reclamo/protesta scaricandolo da qui:

http://www.terra32.it/rappresentanza/reclamoElezioni2022.pdf

   b. Scrivete DUE lettere seguendo una delle tracce sottostanti (o modificandole a vostro piacere) e completandole con i vostri dati;

    c.  Speditele entrambe (meglio se per raccomandata) a entrambi gli indirizzi in testa alle tracce, includendo anche una fotocopia del documento d'identità.


Volendo si può scrivere anche via PEC agli indirizzi:

Le lettere devono ARRIVARE entro 20 giorni della data della proclamazione degli eletti, che presumibilmente avrà luogo il 3 ottobre, e quindi entro il 22 ottobre. Tenendo conto dei tempi delle poste, meglio spedirle una settimana prima.


Per chi ha votato all'estero:

____________________________________________________

Alla Giunta delle Elezioni della Camera dei Deputati

tramite Segreteria Generale della Camera dei Deputati

Palazzo Montecitorio

Piazza Montecitorio

00186 Roma


Alla Giunta delle Elezioni del Senato della Repubblica

tramite Segreteria Generale del Senato della Repubblica

Piazza dei caprettari 79

00186 Roma


Onorevole Presidente,

io sottoscritta/o, Nome e Cognome, nata/o a ... il ../../..,  iscritto nelle liste elettorali del Comune di .....,  documento di identità di tipo ... numero ...

residente nello Stato estero di ...., a ...... in via/piazza/... ... n. ..., 

avrei voluto presentere al Seggio elettorale il reclamo/protesta allegato, ma non ho potuto farlo perché potevo votare solo per corrispondenza.

Lo trasmetto quindi alla Giunta che Lei presiede,  dato che è l'istituzione preposta a ricevere tutti i reclami e le proteste presentati ai Seggi durante le operazioni di voto e scrutinio.

Auspicando che venga tenuto nella dovuta considerazione, la invito a trasmettere alla Corte Costituzionale questa mia istanza. 

Ringrazio per l'attenzione e le invio distinti saluti

Allegati:

  • reclamo/protesta sottoscritto
  • scansione del mio documento d'identità

data, luogo e firma

____________________________________________________



Per chi ha saputo troppo tardi della protesta organizzata e diffusa:

____________________________________________________

Alla Giunta delle Elezioni della Camera dei Deputati

tramite Segreteria Generale della Camera dei Deputati

Palazzo Montecitorio

Piazza Montecitorio

00186 Roma


Alla Giunta delle Elezioni del Senato della Repubblica

presso Segreteria Generale del Senato della Repubblica

Piazza dei caprettari 79

00186 Roma


Onorevole Presidente,

io sottoscritta/o, Nome e Cognome, nata/o a ... il ../../..,  

residente a ...... in via/piazza/... ... n. ...

iscritto nelle liste elettorali del Comune di ....., seggio n. ...,  documento di identità di tipo ... numero ...


Ho saputo solo ora che alcune organizzazioni hanno ideato una iniziativa per aiutare i cittadini a protestare contro la legge elettorale detta Rosatellum, legge che ritengo incostituzionale.

Poiché condivido le motivazioni contenute nel modulo proposto, provvedo a trasmetterlo  alla Giunta che Lei presiede, dato che è l'istituzione preposta a ricevere tutti i reclami e le proteste presentati ai Seggi durante le operazioni di voto e scrutinio.

Auspicando che venga tenuto nella dovuta considerazione, la invito a trasmettere alla Corte Costituzionale questa mia istanza. 

Ringrazio per l'attenzione e le invio distinti saluti

Allegati:

  • reclamo/protesta sottoscritto
  • scansione del mio documento d'identità


data, luogo e firma


Il 25 settembre tutti e tutte al seggio a presentare un reclamo!

 

PROTESTA CONTRO IL “ROSATELLUM”

PER UNA LEGGE ELETTORALE RISPETTOSA DELLA COSTITUZIONE!


Il 25 settembre andremo a votare con il cosiddetto “Rosatellum”, una legge elettorale che consideriamo per alcuni aspetti incostituzionale perché:

  • impedisce di scegliere i propri candidati a causa delle liste bloccate;

  • impedisce il voto disgiunto, per cui chi vota una lista bloccata di partito vota obbligatoriamente anche il candidato uninominale collegato che potrebbe non essere gradito o, nel caso delle coalizioni, potrebbe appartenere a un partito che non vorremmo rafforzare; invece, chi vota solo il candidato uninominale, automaticamente vota anche tutte le liste a esso collegato;

  • privilegia alcune minoranze linguistiche discriminandone altre;

  • discrimina i territori rendendo diseguale l’effetto del voto, il voto espresso in Calabria vale quasi la metà del voto espresso in Trentino-Alto Adige.

Sono stati presentati numerosi ricorsi contro il Rosatellum in vari Tribunali ma, in attesa di conoscerne l’esito, dobbiamo comunque fare qualcosa già il giorno del voto contro questa legge ingannevole e incostituzionale.

Infatti, il 25 settembre ciascuno può presentare una protesta/reclamo, come previsto dalle norme vigenti, sia chi vota, sia chi si astiene, basta che si rechi al seggio.

Tutti i reclami presentati ai seggi saranno inviati alle Giunte per le Elezioni di Camera e Senato, che dovranno esaminarli con la facoltà di sottomettere la questione direttamente alla Corte Costituzionale.



ADERISCI A QUESTA INIZIATIVA DI PROTESTA, LEGALE E PACIFICA,

andando al tuo seggio per presentare il reclamo.


Hai bisogno di chiarimenti? Contattaci scrivendo a 

per.la.rappresentanza@gmail.com 


Elezioni politiche 2022 - il testo del reclamo

https://coordinamentoperlarappresentanza.blogspot.com/2022/09/elezioni-politiche-2022-il-testo-del.html

Il testo in formato stampabile si trova QUI

QR code:


Elezioni politiche 2022 - come presentare il reclamo

https://coordinamentoperlarappresentanza.blogspot.com/2022/09/elezioni-politiche-2022-come-presentare.html

Le istruzioni in formato stampabile si trovano QUI

QRcode:



 

Il testo del ricorso contro il Rosatellum

https://coordinamentoperlarappresentanza.blogspot.com/2022/07/il-testo-del-ricorso-contro-il.html

Il testo in formato stampabile si trova QUI

Gli allegati si trovano QUI


Elezioni politiche 2022 - il testo del reclamo


Il testo in formato stampabile si trova QUI 


reclamo e protesta

ai sensi degli artt. 74 e 87 T.U. Elezione Camera deputati, tutelato dall’art. 104, c. 5 del DPR 361/1957,

applicabile anche al Senato della Repubblica ex art. 27, d.lgs n. 533/1993


Il presente reclamo è indirizzato alla legge elettorale n. 165/2017, come modificata e integrata dalla legge n. 51/2019, adottata per queste elezioni unitamente alla legge costituzionale n. 1/2020, che ritengo incostituzionale e lesiva dei diritti politici del cittadino come garantiti dagli artt.3, 6, 48, 51, 56 e 58 della Costituzione alla luce delle sentenze nn. 1/2014, 35/2017 e 48/2021 Corte Costituzionale, nonché per la modifica dell’art. 57, c. 3 Costituzione, sentenza n. 1146/1988.

Chiedo pertanto che il presente reclamo sia allegato al processo verbale:

Sottoscrivendo questo documento mi associo alla protesta per come si svolgono le elezioni e, idealmente, ai ricorsi giudiziari contro la legge elettorale vigente perché:

- la legge elettorale vigente viola il mio diritto costituzionale di esprimere un voto diretto, libero e personale per scegliere, almeno in parte, tra i candidati nelle liste elettorali bloccate imposte dai partiti;

- il voto congiunto obbligatorio - a pena di nullità - tra candidato uninominale e liste plurinominali coalizzate, viola la libertà e personalità del voto. Unitamente alla candidatura multipla, consente ai partiti di far eleggere i candidati a loro più graditi indipendentemente dalla intenzione di voto, producendo persino effetti contrari alla volontà degli elettori;

- indipendentemente dalla volontà del votante, il voto dato a una lista plurinominale coalizzata può rafforzare altre liste della stessa coalizione, prive di programma comune e affollate di litigiosi capi politici, e può contribuire all’elezione di un candidato uninominale collegato sgradito al votante.

Tutte queste caratteristiche rendono il voto indiretto, non libero e eguale producendo un Parlamento di nominati a cui manca il sostegno personale e diretto del corpo elettorale. Ciò ferisce la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione (Corte Costituzionale sentenza n. 1/2014).

Affinché in un sistema elettorale misto, come quello vigente, il voto dell’elettore sia libero e personale, i voti espressi per l’uninominale e per il proporzionale non possono essere obbligatoriamente e congiuntamente espressi dall’elettore e pertanto essi vanno conteggiati separatamente.

Inoltre, protesto perché la legge elettorale viola l’art. 3 della Costituzione, discrimina i diritti di molte minoranze linguistiche non residenti in regioni a statuto speciale e inoltre discrimina tra minoranze linguistiche e minoranze politiche. Il legislatore ha scelto un sistema elettorale misto con 3/8 di seggi maggioritari e 5/8 proporzionali, peraltro non rispettato nella Regione Trentino-Alto Adige, parzialmente alla Camera e integralmente al Senato, con violazione dell’uguaglianza nel diritto di voto, con la conseguenza che ha 6 senatori, più dei 4 di Abruzzo e Friuli-Venezia Giulia, dei 5 di Liguria, Marche più popolate e uguale ai 6 della Calabria, con quasi il doppio di abitanti.

Per queste ragioni sono stati presentati diversi ricorsi in vari tribunali per la verifica della legittimità costituzionale della legge elettorale, in particolare per il mancato rispetto degli articoli 3, 6, 48, 51, 56 e 58 della Costituzione e dunque protesto perché il Governo, che dovrebbe essere neutrale in materia elettorale di esclusiva competenza parlamentare, si oppone al rinvio alla Corte Costituzionale.

Reclamo, inoltre, perché l’obbligo di raccolta delle firme solo per partiti o soggetti politici non presenti in Parlamento ha creato una discriminazione per l’accesso alla competizione elettorale in violazione dell'art.51 della Costituzione.


Ulteriori eventuali ragioni di reclamo (barrare lo spazio in caso di non utilizzo di questo spazio):





nome __________________________________

cognome _______________________________________________

codice fiscale ____________________________

firma ________________________________________________

Elezioni politiche 2022 - come presentare il reclamo

Le istruzioni in formato stampabile si trovano QUI


ISTRUZIONI PER LA PRESENTAZIONE DEL RECLAMO


  • Stampa DUE COPIE (una per la Camera ed una per il Senato) della protesta/reclamo che trovi all'indirizzo web http://www.terra32.it/rappresentanza/reclamoElezioni2022.pdf

  • se lo desideri, nella casella “ulteriori ed eventuali ragioni di reclamo” aggiungi quello che ritieni opportuno, altrimenti barra la casella;

  • completale con i tuoi dati e firmale entrambe;

  • portale al seggio elettorale con la tua tessera elettorale, un documento valido e il tuo Codice Fiscale.


Se hai necessita’ di chiarimento ed approfondimenti potrai trovare tutta la documentazione sulla legge elettorale ed i ricorsi presentati sul Blog: https://coordinamentoperlarappresentanza.blogspot.com/ o scrivere direttamente una email a per.la.rappresentanza@gmail.com


SE VOTERAI:

Dopo aver votato quando consegni le schede rivolgiti al Presidente e/o al Segretario di seggio e dichiara: "Intendo presentare un reclamo perche’ ritengo incostituzionale la vigente legge elettorale Rosatellum e chiedo che siano allegati ai rispettivi verbali del voto per Camera e Senato i documenti da me sottoscritti”.


SE NON INTENDI VOTARE:

Presenta la tessera elettorale ed il tuo documento di identita’ ed al momento della consegna delle schede non le prendere e dichiara: "non Intendo votare e presento un reclamo perche’ ritengo incostituzionale la vigente legge elettorale Rosatellum e chiedo che siano allegati ai rispettivi verbali del voto per Camera e Senato i documenti da me sottoscritti”.


In entrambe i casi la corretta gestione dei verbali è infatti competenza specifica del Segretario del Seggio ed a lui dovete rivolgervi per la verbalizzazione, e non al Presidente. È il Segretario che risponde direttamente, di fronte alla Legge, dell’eventuale non verbalizzazione della protesta/reclamo agli Ufficiali Giudiziari, non il Presidente.


DOPO AVER PRESENTATO IL RECLAMO:

Per dare più forza a questa iniziativa sarebbe molto utile che ci comunicassi la tua adesione a questa email , indicando in che comune hai votato per.la.rappresentanza@gmail.com


ULTERIORI ISTRUZIONI IN CASO DI PROBLEMI:

Se da parte del Presidente, del Segretario o di chi per esso, vengono frapposte difficoltà nel recepimento e verbalizzazione del reclamo, chiedi di poter parlare direttamente con il Segretario:

  • non reagire in alcun modo, non alzare la voce o metterti a discutere, per evitare di essere accusato di turbativa elettorale e mostra il testo degli articoli di legge che ti danno il diritto di presentare questo reclamo (vedi sotto questi articoli che ti riportiamo in allegato);

  • in caso di ulteriore rifiuto a verbalizzare dichiara a voce udibile e chiara rivolgendoti al Segretario del Seggio, non al Presidente, che consegnerai il reclamo alle Forze dell’Ordine presenti al seggio. Nel caso che neanche questi volessero verbalizzare comunica che presenterai un esposto/denuncia alle autorita’ competenti (Carabinieri o Polizia di Stato);


  • Quindi ritirare i documenti e uscire con calma dal Seggio.


Se hai dei dubbi o problemi potrai scrivere a questo indirizzo email:

per.la.rappresentanza@gmail.com

___________________________________________


ESEMPIO DI EVENTUALE DENUNCIA DA PRESENTARE AGLI UFFICIALI GIUDIZIARI:


Io sottoscritto "Nome e Cognome, Codice Fiscale: nato in "Luogo di Nascita", il "Data di Nascita", residente in "Luogo di Residenza", titolare della Tessera Elettorale n. "Numero Tessera",

dichiaro di essermi presentato al Seggio N. "Numero del Seggio", del Comune "Nome del Comune" presso il quale sono regolarmente iscritto, al fine di esercitare il mio diritto-dovere di cittadino elettore.

Era mia intenzione di avvalermi del diritto di verbalizzare una protesta/reclamo, sancito dalla Legge Elettorale (Artt. 74, 87 e 104 Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche), ma: (Aggiungere breve descrizione di quanto avvenuto al Seggio, es.):


Il Segretario si e’ rifiutato di mettere a verbale la Protesta/Reclamo e di accogliere il documento che ho chiesto di allegare”.


In Fede

(data e firma)


ALLEGATI RIFERIMENTI DI LEGGE (Artt. 74, 87, 104 del D.P.R. 30/03/1957 n. 361 )

Il testo del ricorso contro il Rosatellum

Il testo in formato stampabile si trova QUI

Gli allegati si trovano QUI 


TRIBUNALE CIVILE DI TRIESTE

Ricorso ex art. 702 bis c.p.c.

per tutela di diritto costituzionale fondamentale

Ricorrono

I Signori


[Nomi, cognomi, dati anagrafici di 9 elettori ed elettrici del Comune di Trieste - omissis]


rappresentati e difesi nel presente giudizio dagli avv.ti Felice C. BESOSTRI del Foro di Milano e Giovanni Ventura del Foro di Trieste, presso il quale è eletto speciale domicilio per la ricezione di ogni atto, notifica e/o comunicazione relativi al presente giudizio, come da procura speciale rilasciata ex art. 83 c.p.c. ed allegata alla busta di deposito del presente atto, i quali dichiarano di voler ricevere tutte le comunicazioni di cancelleria agli indirizzi di PEC [omissis] e o al numero di fax [omissis],

ricorrenti

CONTRO

Presidente del Consiglio dei Ministri in carica a capo della Presidenza del Consiglio e pro tempore quale contro firmatario ex art. 89.2 Cost. degli atti aventi valore di legge, e con domicilio ex lege presso l’Avvocatura dello Stato di Trieste in sede Distrettuale, ads.XX@mailcert.avvocaturastato.it   

resistente

CHIEDONO

che l'Ill.mo Tribunale adito, in composizione monocratica voglia, ai sensi dell'art.702 bis, comma 3, cpc, fissare con decreto l'udienza di comparizione delle parti assegnando al convenuto un termine per la sua costituzione ed invitano i convenuti a costituirsi nel predetto termine ai sensi e nelle forme stabilite dall'art.702 bis, comma 3, cpc ed a comparire all'udienza che sarà fissata avanti il Giudice designato, con l'avvertenza che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui agli artt. 38 e 702 bis, commi 4 e 5, cpc,

per l’accertamento

del loro diritto di votare conformemente alla Costituzione vigente, diritto leso, limitato e/o compromesso da specifiche norme della l. 3 novembre 2017, n. 165 (Modifiche al sistema di elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali), della l. 27 maggio 2019, n. 51 (Disposizioni per assicurare l’applicabilità delle leggi elettorali indipendentemente dal numero dei parlamentari) e del d.lgs. 23 dicembre 2020, n. 177 (Determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, a norma dell'articolo 3 della legge 27 maggio 2019, n. 51). Ciò anche nelle parti in cui le richiamate norme hanno sostituito e/o modificato norme del DPR 30 marzo 1957, n. 361 e del T.U. per l’elezione del Senato della Repubblica (d.lgs. 20 dicembre 1993 n. 533, così come modificato dalla l. 6 maggio 2015, n. 52 (Disposizioni in materia di elezione della Camera dei Deputati). Norme tutte non annullate o non incise, rispettivamente, dalle sentenze della Corte costituzionale nn. 1/2014 e 35/2017, nonché dalla l. cost. 19 ottobre 2020, n. 1 (Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari) limitatamente alla parte in cui, modificando l’art. 57 c.3 Cost., assegna un numero minimo di senatori, pari a 3 (tre) anche alle Province autonome della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol.

La declaratoria di illegittimità costituzionale qui richiesta persegue lo scopo di ristabilire la pienezza del diritto di voto del ricorrente e quindi di tutelarlo a fronte della lesione di tale diritto nel periodo intercorrente tra l’entrata in vigore delle richiamate norme, nel caso in cui fossero dichiarate incostituzionali, e fino alla data della pubblicazione della eventuale decisione della Corte Costituzionale e della conseguente ordinanza di remissione ex art. 23 legge n. 87/1953), per sentire accogliere le seguenti


CONCLUSIONI

Perché un ricorso contro la legge elettorale

La legge elettorale non aiuta ad arrivare a fine mese o a ottenere una rapida prestazione sanitaria, ma la legge elettorale stabilisce le regole per rinnovare il Parlamento dove si decide sulla qualità della nostra vita. Pertanto, affermare “non m’interessa la legge elettorale” significa non curare i propri interessi perché dalla legge elettorale dipende tutto ciò che scandisce la nostra vita.


Nel 2017 è stata approvata una nuova legge elettorale, nota come Rosatellum, che, come le precedenti (Porcellum 2014 e Italicum 2017) già bocciate in più punti dalla Corte Costituzionale, impedisce la piena libertà di voto, calpesta il diritto degli elettori di scegliere i propri rappresentanti e compromette la rappresentatività del Parlamento, ancor più oggi dopo il taglio dei parlamentari. 

Percorsi di lettura

Rosatellum: antefatto e status quo - di Sergio Bagnasco

 

 - Perché il Rosatellum

illustra il motivo per cui si è resa necessaria una nuova legge elettorale dopo il referendum del 2016 sulla riforma Boschi-Renzi

  - Come funziona il Rosatellum

spiega i meccanismi della vigente legge elettorale mettendo in risalto gli aspetti critici

  - Cosa succederebbe se si votasse con il Rosatellum

 illustra le conseguenze in termini di perdita di rappresentatività del Parlamento se si votasse nuovamente con il Rosatellum dopo il taglio dei parlamentari

  - Il mito della stabilità di governo

 spiega che anche il Rosatellum è figlio della pretesa ormai trentennale di inseguire la stabilità di governo attraverso la legge elettorale (è un punto cruciale perché questo assunto è stato in modo apodittico fatto proprio dalla Corte costituzionale ed è alla base dei ragionamenti poco convincenti sviluppati dalla Corte con le sentenze 1/2014 e 35/2017)

 

Come si è arrivati alla Corte Costituzionale, e le risultanze degli interventi giurisdizionali

- di Sergio Bagnasco


 - I ricorsi contro la legge elettorale

introduce il tema onnipresente da 15 anni che vede le diverse leggi elettorali al centro di una complessa vicenda giudiziaria (singolare che un tema squisitamente politico diventi un tema giudiziario; un unicum in tutto il mondo democratico)

 - Entra la Corte

il tema elettorale giunge finalmente al giudizio della Corte e si illustra il difficile rapporto tra la Corte e il Potere legislativo, con le conseguenze che ne derivano

 - Le Coalizioni 

 - La soglia di sbarramento 

 - Il Premio 

 - Il Ballottaggio 

 - La Preferenza 

 - Le candidature multiple

sono i diversi aspetti che emergono dalle sentenze della Corte; ogni aspetto è affrontato in modo unitario per dare il quadro della situazione in cui ci troviamo

 - Cosa resta dopo decenni di ricerca della stabilità attraverso la legge elettorale? 

sorta di conclusione: dopo un iperattivismo legislativo, sul piano politico siamo al punto di partenza, ma con una serie di paletti piantati dalla Corte che rendono oggi la vicenda elettorale molto più preoccupante di quanto lo fosse nel 1993. Oggi, siamo molto vicini a una nuova legge Acerbo, vale a dire a un nuovo suicidio del Parlamento come quello che rese possibile nel 1923 una svolta totalitaria nel rispetto formale delle garanzie statutarie.

 

 

 


Perché il Rosatellum

 

Nel 2016, dopo la bocciatura della riforma costituzionale Boschi-Renzi e le dimissioni del governo, in tanti chiedevano le elezioni anticipate.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affidò invece a Paolo Gentiloni l’incarico di formare un nuovo governo spiegando che non era possibile andare a elezioni anticipate perché avevamo “per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale”. 

Peccato non abbia rilevato questa evidenza quando promulgò la legge, essendo un rischio implicito nell’approvazione e nella promulgazione della legge elettorale nota come Italicum. Questa nuova legge, infatti, riguardava la sola Camera dei deputati e aveva la sua ragione di esistere nell’ipotesi fosse stata approvata definitivamente la riforma costituzionale Boschi-Renzi che escludeva il Senato dal vincolo fiduciario col Governo e lo rendeva a elezione indiretta.

La Corte costituzionale aveva, infatti, affermato che una ragionevole alterazione della rappresentanza è accettabile solo se favorisce la stabilità di governo e maggioranze omogenee tra le due camere. Nulla di ciò è possibile se abbiamo due camere elettive, di cui una alterata da un premio di maggioranza, con due leggi profondamente diverse ed entrambe legate da vincolo fiduciario con l’esecutivo.

Il governo Gentiloni chiese la fiducia alle camere affermando che avrebbe lasciato al Parlamento ogni decisione sulla legge elettorale.

Il Parlamento preferì non partire dalle leggi esistenti, vale a dire il Porcellum per il senato privato del premio di maggioranza e con l'aggiunta della preferenza o dall’Italicum privato del ballottaggio, e puntò a una nuova legge elettorale giungendo dopo lunghi mesi di proposte all’approvazione mediante ripetuti voti di fiducia (meno male che il governo doveva starne fuori) a una legge elettorale mista passata alla storia con il nomignolo di Rosatellum dal nome del principale ideatore Ettore Rosato.

Così, il Parlamento, eletto nel 2013 con il Porcellum, dopo aver approvato l’Italicum – mai utilizzato – ha approvato nel 2017 una nuova legge elettorale, il Rosatellum, da tutti considerata transitoria e quindi come da tradizione ancora in vita.

Come funziona il Rosatellum

Il Rosatellum (legge n. 165/2017) è stato utilizzato per prima volta (e noi lavoriamo perché sia anche l’ultima) alle elezioni del 2018. Questa legge è stata poi modificata con legge n. 51/2019 per rendere la legge elettorale idonea a qualsiasi numero di parlamentari.

Il sistema elettorale vigente consiste in una legge elettorale mista, per 3/8 con collegi uninominali e 5/8 proporzionali; con listini bloccati (non è possibile esprimere una preferenza) e senza voto disgiunto tra lista proporzionale e collegio uninominale (in cui si aggiudica il seggio chi prende più voti).

Concorrono alla ripartizione dei seggi solo le liste che superano a livello nazionale il 3%. Le coalizioni devono superare il 10% a condizione che almeno una delle liste coalizzate abbia superato il 3%. Le liste che fanno parte di una coalizione e non raggiungono l’1% dei consensi non concorrono al superamento della soglia di coalizione.

Un candidato può presentarsi in un solo collegio uninominale e in 5 collegi plurinominali, con la conseguenza che potrà risultare eletto in più collegi, al punto che la legge prevede anche il caso che si esauriscano tutti i candidati in un collegio e si debba ricorrere a candidati di altri collegi per assegnare il seggio.

L’elettore dispone di una sola scheda elettorale e può porre un segno solo su un candidato uninominale, o solo su una lista proporzionale o su un candidato uninominale e su una lista proporzionale a esso collegata, pena l’annullamento del voto.

La conseguenza di questo impianto legislativo è la sistematica violazione della volontà dell’elettore.

Infatti, chi vota solo un candidato uninominale, vota anche le liste a esso collegate; chi vota solo una lista proporzionale, senza poter scegliere all’interno della lista, vota anche il candidato uninominale. Chi vota candidato uninominale e una lista plurinominale collegata, sa solo che concorre a eleggere il candidato uninominale ma non sa chi concorre a eleggere nella quota proporzionale.

Ogni voto, infatti, ai fini della ripartizione dei 5/8 dei seggi finisce in un totalizzatore nazionale, poi l’assegnazione alle liste sarà effettuata in base alla classifica nazionale. Ne consegue che un voto dato alla lista X a Brescia concorre a consentire alla lista il superamento della soglia di sbarramento e in caso positivo ad avere degli eletti che però potrebbero essere a Bari perché lì la lista X ha preso più voti.

La tesi delle liste corte e bloccate che garantirebbero la conoscibilità dei candidati e con essa la scelta, è con evidenza priva di qualsiasi pregio culturale perché bisognerebbe conoscere tutti i candidati d’Italia. In ogni caso, conoscere non significa scegliere e nemmeno apprezzare.

Per quanto esposto, risulta evidente che il voto NON E’ UGUALELIBERO, DIRETTO e PERSONALE, come richiesto dalla Costituzione (articoli 48, 56 e 58).

La ripartizione dei seggi avviene, infatti, verificando quali sono le coalizioni che hanno raggiunto il 10% e quindi assegnando a esse un numero di seggi corrispondente alla cifra elettorale; poi si ripete l’operazione con le liste non coalizzate che hanno raggiunto il 3%.

La conseguenza è che se una coalizione è composta dalle liste A – B – C – D – E dove A prende il 4% dei consensi, B e C ciascuna il 2,5%, D l’1,5% e infine E lo 0,8%, questa coalizione ha una cifra elettorale pari a 10,5% (ottenuta sommando i consensi di A, B, C e D, mentre E non partecipa perché è sotto l’1%) ma tutti i seggi andranno alla lista A in quanto è l’unica ad aver superato il 3%.

Chi ha votato un partito finisce contro la sua volontà a ingrassare un altro partito. Effetto palesemente incostituzionale e anche irragionevole dal momento che il Rosatellum non richiede che una coalizione abbia un programma comune e un capo politico unico. Le coalizioni elettorali non hanno alcun vincolo e ogni partito anche se coalizzato può fare le scelte politiche che preferisce.

La Lega, alleata con FI e FdI, sostenne il governo con il M5S mentre i suoi alleati elettorali restarono all’opposizione; adesso FdI è all’opposizione del governo Draghi mentre gli altri alleati sono al governo.

Questo meccanismo produce un sistematico slittamento del voto da un partito all’altro, da una lista proporzionale al candidato uninominale e viceversa, rendendo il voto diseguale e indiretto, in contrasto con quanto previsto dalla Costituzione. Un partito coalizzato che prende gli stessi voti di un partito non coalizzato può così ottenere una quantità di seggi molto superiore a quella che gli spetterebbe in base alla propria cifra elettorale.

La mancanza del voto disgiunto tra candidato uninominale e lista proporzionale rende il voto non libero. Infatti, l’elettore che non gradisce il candidato uninominale può votare la sola lista proporzionale, ma il suo voto sarà conteggiato anche ai fini dell’elezione del candidato uninominale. Abbiamo quindi una sorta di consenso tacito a favore del candidato uninominale qualunque sia il voto espresso.

L’impossibilità di scegliere tra i candidati produce un Parlamento di nominati e priva l’elettore del proprio diritto di scelta dei propri rappresentanti.

La legge elettorale vigente è per queste ragioni in forte odore di incostituzionalità, soprattutto per la mancanza del voto disgiunto tra candidato uninominale e listino proporzionale e per l’impossibilità di esprimere una preferenza, cosicché sono gli organi di partito, attraverso le pluri-candidature e l’ordine di presentazione in lista, a decidere chi potrà accedere al seggio parlamentate e proprio per questo ancora una volta i cittadini stanno ricorrendo allo strumento del ricorso per ripristinare il proprio diritto di scegliere i propri rappresentanti.

  

Cosa succederebbe se si votasse adesso con l'attuale legge elettorale?

 

La riduzione dei parlamentari in combinazione con la vigente legge elettorale accentua la distorsione maggioritaria originaria del Rosatellum, comprimendo il pluralismo e la rappresentatività del Parlamento, massima espressione della sovranità popolare, in modo particolare al Senato.

Alle prossime elezioni andrebbero eletti 400 deputati e 200 senatori e con il sistema vigente avremmo che alla Camera del Deputati, tolti i deputati riservati alla circoscrizione estero (8) e tolto quello riservato alla Valle d’Aosta (1), rimarrebbero 391 deputati da distribuire tra uninominale e plurinominale nelle 27 circoscrizioni.

I deputati eletti nei collegi uninominali sarebbero 147; quelli eletti con il proporzionale 244.

La circoscrizione Piemonte 1, per esempio, avrebbe 15 deputati da eleggere; 9 con il proporzionale e 6 con il maggioritario.

Ne consegue che nel proporzionale la soglia naturale per avere un eletto sarebbe pari all’11,11%; sotto questa soglia occorre fare affidamento ai resti. Situazioni analoghe o peggiori si verificherebbero in tante altre circoscrizioni.

Al Senato, con 74 seggi uninominali su complessivi 200, la situazione sarebbe ancora più critica perché i seggi sono assegnati su base regionale e una regione come il Piemonte avrebbe solo 14 senatori da eleggere, di cui solo 9 con il proporzionale (soglia naturale 11,11%). 

Con questo sistema elettorale, la coalizione che in modo uniforme su tutto il territorio nazionale viaggia intorno al 40% può aggiudicarsi la maggioranza assoluta dei seggi e addirittura arrivare ben oltre il 60% dei seggi se i maggiori competitor non dovessero coalizzarsi.

Se si considera che nel nostro sistema chi ha la maggioranza assoluta del Parlamento controlla l'esecutivo, può esprimere il Presidente della Repubblica, può riscrivere i regolamenti parlamentari riducendo i già labili spazi concessi alle opposizioni, può esercitare un forte controllo sulla Corte Costituzionale, può modificare la Costituzione senza la certezza di un referendum confermativo, che in ogni caso non si tiene se la revisione è approvata dai 2/3 del Parlamento ... sono evidenti i rischi per la democrazia parlamentare e le garanzie costituzionali.

Il mito della stabilità di governo

 Anche il Rosatellum è nato inseguendo il mito della stabilità di governo, sebbene la logica, la Costituzione e la storia dimostrino che la stabilità di governo non dipende dalla legge elettorale, che serve a trasformare i voti in seggi sulla base di un modello matematico, ma dal sistema istituzionale nel suo insieme.

Nel nostro sistema l’esecutivo deve avere la fiducia delle due camere, che per previsioni costituzionali hanno diversi elettorati e diversi metodi di assegnazione dei seggi; pertanto, la probabilità di avere maggioranze differenti tra le due camere o di non avere una maggioranza precostituita in una o entrambe le camere sono esiti che possiamo considerare inefficienti, ma pienamente conformi alla Costituzione e quindi eliminabili solo modificando la Costituzione. 

Inoltre, in un sistema in cui è sempre possibile in Parlamento formare una nuova maggioranza, è velleitario pensare che una legge elettorale possa produrreil governo scelto dagli elettori” senza una profonda riforma costituzionale.

Con il Mattarellum (legge elettorale mista per il 75% con collegi uninominali, approvata nel 1993), abbiamo votato nel 1994, 1996 e 2001, con il risultato di avere in 12 anni 3 legislature, 8 esecutivi e 5 diversi Presidenti del Consiglio.

Con il Porcellum approvato nel 2005 (legge elettorale proporzionale con premio del 55% dei seggi al primo classificato alle elezioni per la Camera e al Senato al primo classificato in ogni Regione) abbiamo votato nel 2006, 2008, 2013 con il risultato di avere in 12 anni 3 legislature, 6 esecutivi e 6 diversi presidenti del consiglio.

Con entrambe le leggi abbiamo avuto cambi di maggioranza, i famosi ribaltoni, forze politiche nate in Parlamento e mai votate dagli elettori, il trionfo del trasformismo e dei voltagabbana …

Adessso, con il Rosatellum, siamo già a 3 esecutivi con 2 diversi presidenti del consiglio, ma potremmo dire 3 presidenti perché il Conte 2 per metamorfosi non è lo stesso Conte che esaltava Trump e i decreti sicurezza …

Il risultato è sempre stato una profonda alterazione della rappresentatività del Parlamento senza ottenere alcuna stabilità di governo.

Il risultato è stato aver premiato le coalizioni che nel nostro sistema diventano invito alla frammentazione perché non c’è corrispondenza tra come le forze politiche si presentano alle elezioni e come si collocano in Parlamento.

Prendiamo la prima maggioranza nata dopo le elezioni del 2018: governo Conte sostenuto da M5S e Lega.

La Lega era in coalizione con Forza Italia e Fratelli d’Italia.  Grazie a questa coalizione La Lega ottenne la bellezza di 50 deputati e 21 senatori  eletti nel maggioritario. Elettori di FI e FdI votarono quei candidati leghisti per dare forza a un progetto politico di centro-destra, ma grazie a questi parlamentari leghisti eletti nei collegi uninominali la Lega ha potuto formare la maggioranza con il M5S.

In cosa consiste il valore positivo della coalizione se dopo il voto la coalizione non esiste più ma esistono i singoli gruppi parlamentari?

Che fine fa la volontà dell’elettore che ha votato un candidato di coalizione per dare forza a un progetto politico, se poi il suo voto serve una causa diversa da quella sostenuta dalla coalizione?

Nel nostro sistema, favorire la formazione di una coalizione significa alterare la rappresentatività del Parlamento senza rafforzare stabilità e governabilità.

Alle elezioni del 2013, il premio consentì al centrosinistra di avere la maggioranza alla Camera, ma non al Senato; nacque una maggioranza tra avversari con addirittura nuove forze politiche mai votate dagli elettori.

Nel 2013, la coalizione di centrosinistra, “Italia Bene Comune”, si sfaldò e SEL, che ne faceva parte, passò all’opposizione, ma la sua consistenza parlamentare aveva avuto un gran beneficio dal premio.

Le coalizioni e il premio hanno sempre prodotto una profonda alterazione dei rapporti di forza tra le diverse componenti politiche in Parlamento, senza ottenere alcuna stabilità di governo.

Inutile e dannoso inseguire la stabilità di governo con la legge elettorale senza alcuna coerenza con il sistema istituzionale che è pur sempre incentrato sul governo parlamentare.